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Assemblea Anp-Romagna, il Welfare al centro

L’Assemblea Anp-Romagna si svolge il 18 luglio 2024 a Palazzo Manzoni, a San Zaccaria (Ravenna), via Angelo Manzoni n. 23, alle ore 16.30. Al centro dell’incontro il tema: “Un Welfare al passo dei tempi per la salute della popolazione”. 

Presidio degli agricoltori alluvionati/I punti per ripartire e salvare produzioni, territorio, redditi e posti di lavoro

Da Pieve Ponte, Faenza (RA), gli agricoltori romagnoli in presidio hanno chiesto di agire in fretta, a più di un anno dalle due alluvioni e dalle frane che hanno travolto la Romagna, per accelerare l’erogazione dei ristori e la ricostruzione.

Con “Vogliamo ripartire”, l’esortazione rilanciata più volte nel corso della mattinata, gli agricoltori intendono abbracciare la dignità di tutti. «Siamo consapevoli che le sfide in essere, nella loro complessità, richiedano condivisione e collaborazione – invocano le organizzazioni agricole promotrici – Siamo anche certi che si debbano allontanare strumentalizzazioni di ogni sorta, per il bene della collettività tutta, per perseguire un obiettivo comune: la salvaguardia, la tenuta e la ripresa delle attività agricole, il rilancio del territorio, a tutela di un valore aggiunto importante che va oltre i confini regionali».

Il presidio voluto da Cia Romagna, Confagricoltura Ravenna, Copagri, Terra Viva Emilia Romagna, Legacoop Romagna e Agci Emilia Romagna ha messo al centro un manifesto in 5 punti, una road map che è di fatto un imperativo inderogabile per chi ha a cuore il territorio ancora martoriato.

Hanno partecipato il sindaco di Ravenna e presidente della Provincia Michele De Pascale, il sindaco di Faenza Massimo Isola con l’assessore alla sicurezza e protezione civile Massimo Bosi, il sindaco di Castel Bolognese Luca Della Godenza, di Bagnacavallo Matteo Giacomoni, di Massa Lombarda Stefano Sangiorgi, di Solarolo Maria Diletta Beltrami, di Conselice Andrea Sangiorgi, di Russi Valentina Palli, di Cotignola Federico Settembrini, Federica Malavolti di Riolo Terme insieme ai rappresentanti dei comuni di Alfonsine, Casola Valsenio e Lugo; con loro anche il vicesindaco del comune di Cervia Gianni Grandu e la deputata PD Ouidad Bakkalì.

Delle 6.168 aziende agricole presenti nel Ravennate (al 31.12.2023), il 28-30% ha subito danni più o meno ingenti. Per quanto concerne l’erogazione degli indennizzi di AgriCat – fondo istituito da Ismea per risarcire i danni da calamità – il 50% delle richieste è stato respinto. Delle domande accettate solo 2 aziende su 10 stanno, seppur molto lentamente, ricevendo un parziale contributo.

L’azienda agricola di Alex a Castel Bolognese (RA) è circondata dal fiume Senio. La furia dell’acqua ha sradicato piante da frutto, distrutto capannoni e attrezzature, per un totale di 300.000 euro di danni. «Siamo demoralizzati ma vogliamo essere fiduciosi: sono arrivati solo 30.000 euro di fondi regionali, tutto il resto lo abbiamo anticipato noi per mettere a dimora nuove piante, riparare strutture, comprare trattori e sistemare gli edifici – racconta -. Il Fondo AgriCat? Troppo lunghi i tempi per le perizie».

Giampietro guida una cooperativa agricola che ha 2400 ettari coltivati nei comuni di Conselice, Massa Lombarda, Argenta, Imola e Medicina, al confine quindi con Ferrara e Bologna (seminativi, frutteti, vigneti, con stalla di produzione di latte bio, agriturismo, impianto biogas e azienda faunistico-venatoria), dove lavorano più di 200 persone tra soci e manodopera impiegata. «La perdita complessiva è stata quantificata in 7.800.000 euro – ci spiega – ma abbiamo ricevuto solo 900.000 euro dal fondo di crisi e 130.000 euro dal Ministero del Turismo per l’agriturismo. Stiamo ancora aspettando l’acconto del Fondo AgriCat, ossia 240.000 euro su un danno tabellare di 2.800.000 euro. Poi stiamo faticando a caricare la domanda sulla piattaforma Sfinge da effettuare per ogni singolo comune».

Mirko a Roncalceci (RA) ha 60 ettari di colture specializzate che sono finite sotto 2 metri e mezzo d’acqua per circa una settimana: 200.000 euro di danni con impianti fruttiferi devastati, orticole bruciate e mezzi da buttare. «Sono stato costretto a vendere del terreno per pagare le spese e ad oggi – dice – ci hanno dato 28.000 euro (fondo di crisi) e 5.000 euro (fondo AgriCat): speriamo che questo sia solo un acconto ma non si sa bene. Ci spaventa la burocrazia».

Stefano lancia un appello per l’agricoltura nelle aree collinari. «Vorremmo capire quali siano le reali intenzioni della Politica, delle istituzioni. Così non si può andare avanti. Frane, strade interrotte, ma anche la scarsa disponibilità d’acqua nei periodi siccitosi. Bisogna valorizzare il prodotto di collina, con un piano di sviluppo e caratterizzazione della qualità: frutti più dolci e uve dalla gradazione alcolica elevata». A Riolo Terme (RA) coltiva piante da frutto, viti, grano, orzo ed erba medica. «La mia azienda è stata gravemente danneggiata dall’alluvione. Tuttavia, non abbiamo ancora ricevuto alcun aiuto economico, eccetto un versamento di 13 euro e 83 centesimi da parte di AgriCat a fronte di un presunto danno di 40.000 euro».

Luigi, imprenditore florovivaistico e frutticolo nel Faentino, con terreni tra il Lamone e il Marzeno, ha calcolato complessivamente 5 milioni di euro di danni tra colture in campo, piante e fiori pronti per la vendita. Ha perso all’incirca 98.000 rizomi di peonie, un investimento quasi ventennale visto il ciclo produttivo. «Eppure – spiega – finora sono arrivati solo 90.000 euro dal fondo di crisi, ma so già che con i criteri stabiliti non mi verranno mai ripagate le piante in vaso e le radici perse, neanche i fiori recisi spazzati via. La mia attività è ripartita solo in parte con enormi difficoltà».

Pertanto le organizzazioni agricole chiedono con forza:

  1. Un piano strategico di messa in sicurezza del territorio a partire dalla collina, con interventi strutturali di mantenimento e consolidamento dei terreni;
  2. Semplificazione burocratica e procedure più snelle per le perizie e le richieste di ristoro dei danni alle aziende agricole in particolare quelle di collina colpite anche da frane e smottamenti;
  3. Contributi a integrazione del reddito che siano realmente rispondenti alle esigenze degli imprenditori alluvionati;
  4. Il saldo delle risorse messe finora a disposizione dal Fondo AgriCat per coprire i danni delle aziende agricole alluvionate;
  5. Un maggior coinvolgimento delle associazioni agricole nella gestione del Fondo AgriCat, nella determinazione dei parametri di salvaguardia delle aree alluvionate e nelle tempistiche/problematiche di erogazione dei fondi ministeriali.

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Mercato contadino Ravenna, colonnina elettrica

Il mercato contadino di piazza della Resistenza a Ravenna è ancora più “sostenibile” con la colonnina elettrica inaugurata a inizio luglio. La colonnina eletrrica è ad uso dei produttori agricoli che hanno la necessità di mantenere la catena del freddo per i loro prodotti. L’intervento è stato realizzato in sinergia con il Comune di Ravenna e le associazioni di categoria Cia Romagna, Coldiretti e Confagricoltura

La colonnina ha sostituito i generatori a gasolio che i singoli operatori utilizzavano riducendo così l’impatto ambientale e acustico a vantaggio di tutti.

All’inaugurazione era presente per Cia Romagna Danilo Donati, tecnico responsabile territoriale Cia di Ravenna e Russi. 

Vogliamo ripartire – Presidio degli agricoltori per l’emergenza alluvione, 8 luglio, Faenza

Lunedì 8 luglio alle ore 10.30 a Faenza, in località Ponte Pieve (in via Lugo angolo via Emilia Ponente) si svolgerà il presidio degli agricoltori per l’emergenza alluvione organizzato da Cia, Agci, Terra Viva, Copagri, Legacoop, Confragricoltura: accelerare l’erogazione dei ristori e la ricostruzione.

Le associazioni di rappresentanza sottolineano alcuni punti strategici:

1 – alla collina serve un piano strutturale di mantenimento e consolidamento del territorio; snellimento e semplificazione delle procedure burocratiche delle perizie e delle domande dei ristori per le aziende agricole, specialmente per le aziende di collina colpite da frane; un’adeguata integrazione del reddito degli agricoltori colpiti e danneggiati;

2 – chiarimenti e maggior coinvolgimento delle associazioni agricole sulla gestione di Agricat;

3 – coinvolgimento delle associazioni agricole per la determinazione dei parametri di salvaguardia imposti dal Ministero ai terreni alluvionati;

4 – coinvolgimento delle associazioni agricole sulle tempistiche, sulla distribuzione e su eventuali problematiche degli stanziamenti ministeriali in atto.

Alla manifestazione saranno presenti il Prefetto della Provincia di Ravenna Castrese De Rosa, i sindaci e le autorità locali.

“Sicurezza in agricoltura: adempimenti richiesti”: le date a Coriano a Cesena

Ecco le nuove date degli incontri “Sicurezza in agricoltura: adempimenti richiesti”:

📍Martedì 2 luglio ore 20.30 a Coriano, Teatro Corte – Sala Isotta (via Giuseppe Garibaldi 127 – P.tta Salvoni)

📍Giovedì 4 luglio ore 20.30 a Cesena nella sala riunioni della sede Cia Romagna (via Rasi e Spinelli 160)

Presiede gli incontri Danilo Misirocchi, presidente Cia Romagna.

Interverranno Giorgio Montanari, LABHOR sistemi di gestione, igiene, qualità, ambiente e privacy; Francesco Toni, medico competente, direttore sanitario di Serint Group.

Saranno presenti Alessia Buccheri, direttore Cia Romagna; Jenna Carlucci, responsabile ufficio paghe imprese, lavoro, colf-badanti Cia Romagna.

Manifesto Cia per le elezioni europee 2024

Verso un piano strategico per l’agricoltura

Il Manifesto di Cia-Agricoltori Italiani per le elezioni europee 2024 è stato presentato a Bruxelles a marzo. Crisi climatiche e sanitarie, tensioni sociali e una situazione geopolitica critica hanno caratterizzato i cinque anni di questo mandato europeo. La complessità delle situazioni affrontate rende, ora, necessaria la ricerca di nuove strade per superare la spaccatura che si è creata fra ambiente e agricoltura.

Le future politiche Ue dovranno guardare al mondo agricolo come fonte di soluzione dei problemi che riguardano la sostenibilità, non come la causa. I dossier agricoli (nove in totale) sono stati illustrati dal presidente della Confederazione, Cristiano Fini, che ha avuto modo di declinarli in un incontro privato con il commissario europeo all’agricoltura Janusz Wojciechowski.

Clicca qui per il manifesto Cia per le elezioni europee 2024.

Il documento di Cia Romagna per le elezioni amministrative dell’8 e 9 giugno 2024

Cia Romagna chiede con forza ai candidati sindaco che nell’agenda politica delle istituzioni trovi posto la piena dignità dell’agricoltura e del mondo rurale. In vista delle elezioni amministrative dell’8 e 9 giugno 2024 Cia Romagna ha predisposto un documento che rappresenta un’occasione per fare il punto sulle tante questioni aperte che interessano il settore primario, per misurarsi sui contenuti che stanno alla base dei proclami elettorali e per consentire alle persone che l’Organizzazione rappresenta di riflettere e scegliere tra i programmi, le liste e i candidati, con una maggiore conoscenza della posta in gioco.

Il documento è composto da parti che trattano temi trasversali a tutti i territori della Romagna e da passaggi legati a caratteristiche e questioni che hanno una connotazione e una rilevanza specifica in base ai territori di riferimento. 

Vengono ribaditi alcuni importanti punti generali, fra i quali riportiamo:

il patto tra agricoltura e società, prioritario per l’interesse strategico del Paese: un’agricoltura ordinata e sviluppata, orientata alla qualità e alla sostenibilità ambientale, e in grado di assicurare reddito e prospettive a chi vi opera, è vitale per un Paese che vuole investire sul suo futuro;

il dialogo e la collaborazione fra enti divenendo ancora più sensibili ed aperti alle esigenze del confronto con le parti sociali.

Nel documento Cia Romagna approfondisce il ruolo che gli enti locali possono avere nella promozione delle imprese agricole. Qui citiamo i titoli, declinati all’interno del documento in maniera dettagliata: sostegno alle imprese con strumenti di garanzia per il credito e semplificazione burocratica; gestione e tutela del territorio e dell’ambiente; multifunzionalità; servizi

In merito al metodo di lavoro Cia Romagna auspica che le prossime amministrazioni mantengano e intensifichino un periodico e serio confronto con le associazioni del tavolo degli imprenditori per affrontare i temi del settore agricolo, ma anche di tutto il mondo delle imprese e delle persone ad essi collegati.

Cia e la proposta di legge per dare più valore all’agricoltura

Nel corso della Conferenza organizzativa è stata presentata al Ministro Lollobrigida. Focus anche su fauna selvatica, accesso al credito e Pac. Momento importante anche per parlare dei servizi alla persona di Cia. Presenti per Cia Romagna, il direttore Alessia Buccheri, la responsabile dei Servizi alla Persona di Cia Romagna Miriam Bergamo e il presidente Danilo Misirocchi.

Accrescere il peso economico e la forza negoziale dell’agricoltura all’interno della filiera; redistribuire equamente il valore aggiunto tra tutti gli attori, intervenendo contro le pratiche commerciali sleali e per una maggiore trasparenza nella formazione dei prezzi; valorizzare i percorsi di alleanza tra agricoltori e consumatori, sui quali ricade gran parte della crisi tra costi di produzione alle stelle e caro inflazione. Sono questi i tre pilastri della proposta di legge messa a punto da Cia-Agricoltori Italiani e annunciata alla Conferenza organizzativa della Confederazione svoltasi a Roma, alla presenza del ministro Francesco Lollobrigida.

“Il testo su cui stiamo lavorando da mesiha dichiarato il presidente di Cia nazionale, Cristiano Finiè pronto a sbarcare in Parlamento e rappresenta quel passaggio cruciale e urgente per riportare l’agricoltura al centro. Vogliamo salvaguardare il mondo agricolo con una legge ad hoc. Il settore merita il riconoscimento definitivo del proprio valore nella catena agroalimentare attraverso prezzi più stabili e redditi dignitosi”.

Per un’agricoltura capace di superare il perdurare dell’impasse emergenziale, da Cia al ministro Lollobrigida non solo la proposta di una legge che sarebbe strategica alla tenuta del settore, ma anche il richiamo a questioni dirimenti che stanno imbrigliando il comparto. In primis, e da troppo tempo, la gestione della fauna selvatica: serve affidare il coordinamento, per il controllo della popolazione dei cinghiali, al Comando Unità per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare dei Carabinieri; dotare di specifiche professionalità gli Uffici di pianificazione faunistico-venatoria della Pa; superare il regime de minimis per gli indennizzi; rafforzare l’autodifesa degli agricoltori, partendo dallo snellimento delle pratiche burocratiche, come ricercare la densità ottimale della specie lupo.

Fuori classifica, poi, il nodo liquidità. Cia chiede l’utilizzo immediato delle risorse finanziarie per il sostegno al credito, a partire da quelle della legge di Bilancio; la creazione di un Fondo Nazionale per l’abbattimento degli interessi dei finanziamenti a medio-lungo termine; il potenziamento del Fondo di Garanzia Pubblica e una moratoria a livello comunitario per i debiti contratti dagli agricoltori.

Il contributo di Cia alla revisione della Pac passa, invece, per gli interventi che l’Europa dovrebbe concretizzare già nel breve periodo. Non solo con la semplificazione delle procedure di approvazione di eventuali modifiche dei Piani strategici nazionali, consentendo maggiore autonomia agli Stati membri, ma anche assicurando più flessibilità sull’applicazione delle regole di condizionalità, senza prevedere sanzioni in caso di inottemperanza. Bisogna aggiornare e facilitare gli eco-schemi; rendere le Ocm meno rigide per facilitare la spesa; alzare le percentuali sugli aiuti accoppiati per sostenere gli agricoltori in caso di crisi. Inoltre, occorre aggiornare e potenziare il budget destinato alla gestione del rischio e prendere in considerazione le proposte presentate da tempo da Cia per redigere un piano assicurativo nazionale. Tale Piano deve permettere alle aziende – pesantemente e sempre più ripetutamente colpite da emergenze meteoclimatiche devastanti – di assicurarsi dalle calamità.

“Per l’agricoltura non c’è più tempo da perdereha concluso Fini – Dobbiamo continuare a lavorare per dare speranza e futuro al settore”. Che è speranza e futuro per i territori e le comunità, che è tenuta sociale, ambientale ed economica.

Gestione del rischio calamità in agricoltura – Incontro il 4 marzo ore 20.30

La gestione del rischio calamità in agricoltura è fra gli argomenti cruciali per il settore primario. Per approfondirne i vari aspetti, mettere in evidenza lo stato dell’arte, le prospettive future e le azioni politiche di Cia, Cia Romagna ha programmato un incontro sul tema lunedì 4 marzo 2024, alle ore 20.30, nella sede Cia di Cesena: sarà possibile partecipare in presenza o in videoconferenza a questo link http://meet.google.com/sva-vxzq-mok

Interverranno: Stefano Francia, presidente Cia Emilia-Romagna, vicepresidente Asnacodi e presidente del Condifesa Ravenna; Manuel Quattrini, vicedirettore Cia Emilia-Romagna e consigliere Caa Cia nazionale; Claudio Bartolini, vicepresidente Condifesa Romagna; Fabio Pesci, direttore Condifesa Ravenna. Introduce e presiede i lavori Danilo Misirocchi, presidente Cia Romagna.

Rispetto per gli agricoltori

Il Milleproroghe ha previsto alcuni interventi per il settore agricolo, ma Cia continuerà a lavorare pensando a strategie anche per il medio e lungo periodo. Qui vengono presentate le proposte di Cia in Italia e in Europa per gestire non solo l’emergenza.

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