La tavola di Bisanzio, ovvero la cultura della pecora

Da alcuni anni si ripropone la valorizzazione di questa particolarità del territorio (nella foto il 'violino', prosciutto ovino)

Domani e domenica a Baiso si terrà l'annuale ...

edizione della "Tavola di Bisanzio", l'evento dedicato alla presenza bizantina nella montagna reggiana con relativa cultura della carne di pecora. Le origine di questa tradizioni sono davvero antichissime. Per almeno due secoli, VII e VIII dopo Cristo, il crinale del Monte di Valestra e della Pieve di San Vitale di Carpineti segnava il confine fra il territorio bizantino, il castrum Verabulum legato all'impero d'Oriente e a Ravenna, e quello longobardo, il Castrum Bismantova. Questa demarcazione proseguiva lungo la vallata del Tresinaro e quella del Secchia.

Bizantini e longobardi erano popoli lontanissimi fra loro per culture, religione e usanze, il versante bizantino ha sempre avuto al centro la pastorizia e l'allevamento della pecora. E, di conseguenza, piatti di carne ovina.

La "Tavola di Bisanzio", in questo decennio ha rappresentato un momento pubblico di narrazione di quel periodo, con tanto spazio alle rievocazioni in costume e alle attività culturali oltre che, ovviamente, alla cucina: per due giorni si potranno mangiare barzigole, arrosticini, pecora bollita, violini e altri insaccati ovini.

Per informazioni dettagliate e programma vedi www.latavoladibisanzio.it

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